Vallotto Sr. Lucia

Pubblicato giorno 7 febbraio 2021 - Missioni, Vocazione

Lucia Bambini3“Il primo sentimento che mi nasce nel cuore è un GRAZIE al Signore che mi ha chiamata alla vita e per i miei genitori (Luigi e Giuseppina Cipriani) che hanno collaborato per farmi questo dono. Dopo la scuola superiore (magistrale) ho iniziato a lavorare nella scuola materna come insegnante e allo stesso tempo mi era stato proposto di essere catechista dei ragazzi delle elementari. Lo sentivo come un servizio molto più grande delle mie possibilità ma mi sembrava importante dare qualcosa agli altri. Si, guardo con riconoscenza a questi anni e alle tante persone che mi hanno educata, benvoluta, circondata di buoni esempi di amicizia, di fedeltà, di bontà: attraverso tutto questo mi hanno annunciato Cristo morto e risorto per me. Il mio essere missionaria-religiosa lo devo pure a tutte queste persone che hanno un volto e un nome.

La Vocazione è e rimane sempre un Mistero di Dio e credo che è difficile spiegarlo con delle categorie umane, a parole. È sempre DONO GRATUITO E IMMERITATO del Signore. Dopo gli anni vissuti nella comunità di formazione, anni di vita comunitaria con altre ragazze provenienti da diverse città d’Italia, di preghiera, studio di teologia, di conoscenza della nuova famiglia, di lavoro e apostolato nella parrocchia, il 25 giugno 1988 a Parma ho detto il mio SI.

Gli anni trascorsi in Casa Madre a Parma (1988 – 1994) ho prestato il mio servizio alla Comunità e alle sorelle ammalate, mi sono preparata come infermiera professionale e dato del tempo all’apostolato. Il 29 maggio 1994 ho avuto la grazia di dire il mio Si per SEMPRE a Dio e alla Missione nella mia comunità cristiana del SS. Redentore tra le persone in mezzo alle quali ero cresciuta e era maturata la mia fede, dove è concepita e poco alla volta ha preso forma ed è sbocciata la mia vocazione missionario – religiosa. L’aver celebrato la Professione Perpetua nella mia parrocchia era un modo per dire GRAZIE al Signore e a tutte quelle persone cheImmagine13 mi avevano fatto crescere nella fede e nell’amore. Il Signore aveva fatto di me “cose grandi” pur nella piccolezza della sua serva.

Nel settembre 1994 sono partita per Parigi per lo studio del francese, poi qualche mese ad Anversa (Belgio) per un corso di medicina tropicale e poi ho preso il volo per la Repubblica Democratica del Congo, allora Zaire. I cinque anni trascorsi nella R. D. Congo sono stati tutti una “sorpresa”, tutti dono di Dio certamente mai sognati da me. Dopo qualche mese dal mio arrivo in Congo appena conoscevo un po’ di Swahili abbiamo dovuto lasciare il paese e siamo rimaste sei mesi in Uganda. Passata la bufera, abbiamo fatto ritorno a Bukavu e dopo qualche mese ho iniziato il mio servizio come infermiera nel villaggio di Luvungi. Sono tutti passaggi che (con la grazia di Dio) faccio crescere umanamente e spiritualmente. Ripenso alle parole di S. Paolo “Ti basta la mia grazia; la mia potenza si manifesta pienamente nella debolezza”

Dal luglio 2001 mi ritrovo qui, nella Casa Madre di Parma, per un servizio alle nostre sorelle ammalate. Ora mi sento Missionaria come quando ero in Congo. Non è la geografia che ci fa essere Missionari, ma il sentirsi comunque e sempre dei Mandati da Cristo ai nostri fratelli e sorelle a partire da chi ci è vicino.”

In seguito riornerà nella missione della R. D. Congo, servirà ammalati e carcerati…, ma dopo poco tornerà in Italia colpita dalla malattia. Tornerà alla casa del padre il 31 gennaio del 2014.

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