Pettenuzzo P. Giuseppe

Pubblicato giorno 7 febbraio 2021 - Missioni, Vocazione

Immagine4Sono nato nel 1941, da Luigi e Berto Ida. In famiglia il lavoro principale era quello dei campi eccetto mio papà che lavorava in una fabbrica di liquori di Cittadella dove andava e veniva in bicicletta. Una vita serena e normalissima, come del resto quella di tanti bambini che vivevano vicino.

La scuola ha caratterizzato momenti di scoperta di famiglie, di maestre molto preparate in tutti gli aspetti della vita. Ci insegnavano non solamente le nozioni scolastiche ma anche quelle della vita. Durante le elementari avevamo varie visite di persone che animavano vocazionalmente. Credo però che le prime animatrici furono le maestre stesse. Passarono Missionari da Vicenza, apparve anche la prof.ssa Parolin Rina. Nella mia via c’erano Missionari che vedevo passare nei periodi di vacanza, ricordo P. Alberton, P. Bizzotto F. ed altri più giovani che stavano studiando. Erano l’immagine di un possibile futuro.

Certamente non è stato qualcosa di particolare, ma un insieme di fattori che mi hanno condotto ad entrare a Vicenza, tra i Saverani nel 1952. Dopo le medie a Vicenza, seguì il ginnasio a Zelarino (VE) e poi il Noviziato a S. Pietro in Vincoli (RA) che terminai con la prima professione il 22 Settembre 1959. È stato a Parma che le idee si vennero chiarendo e determinando. Ebbi l’opportunità di varie esperienze in Parrocchie, ospedale, assistenza di ammalati, tutto questo, naturalmente come parte integrante della formazione. Fui ordinato a Cittadella, con P. Vasco Milani, compagni di classe, il 14 Ottobre 1967.

A Giugno del 1968, terminati gli studi ricevetti la destinazione per il Messico dove arrivai ai primi di settembre dello stesso anno. Vent’anni in Messico, Mazatlan,Immagine1 passarono rapidissimi; una scuola con circa 2.500 alunni tra asilo e liceo. Sempre nuove attività e studi per comprendere e donare a tanti ragazzi e giovani la speranza e la scelta di un futuro. Le sorprese in un simile mondo sono di tutti i giorni. Sono nate delle vocazioni religiose, è maturata la sensibilità cristiana, si è trattato di far crescere le ricchezze presenti in tanta gente. Anche se regolati da un ritmo “scolastico” erano presenti problemi di crescita, razza, mentalità. Il luogo era straordinario: sulla riva dell’oceano Pacifico.

Da trenta anni lavoro in Italia in case di formazione, animazione ed assistenza. Un mondo diverso ma credo utile e necessario per continuare quanto si porta avanti in prima linea nelle missioni. Dove si lavora non importa, è indispensabile credere e dare, perché è vita, pace, gioia.

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