Facco D. Luca

Pubblicato giorno 7 febbraio 2021 - Missioni, Vocazione

Luca1Sono nato e ho trascorso la mia infanzia a Pozzetto. Sono sacerdote diocesano dal 7 giugno del 1998. Sono contento di poter scrivere alla mia comunità di origine che ricordo con affetto e gratitudine perché qui ho vissuto le prime esperienze significative di vita comunitaria attraverso il catechismo, il grest, i campiscuola, la preghiera del rosario in contrada, la messa domenicale, gli incontri e le amicizie.

Gli anni del seminario sono stati molto importanti per la mia formazione, ma riconosco che altrettanto lo sono stati quelli trascorsi qui al Pozzetto. Nato e cresciuto in ambiente di campagna, (quando sono entrato in seminario me ne vergognavo) ora invece ne riconosco la bellezza. Apprezzo e riconosco il valore del lavoro manuale, dei giochi all’aria aperta, della presenza vigile e attenta dei vicini di casa, del profumo e dei colori dell’ambiente che ti circonda….

Ultimo di 5 fratelli, figlio di papà Giuseppe e di mamma Natalina. La mia è stata un’infanzia molto “vivace e turbolenta”, ne ho “combinate di tutti i colori”, ho delle cicatrici quasi in ogni parte del corpo. Se all’inizio tutto questo mi era stato fatto pesare come un problema, ora invece mi rendo conto che era il segno della grande energia e forza che avevo ma che non riuscivo a canalizzare e a esprimere bene. Ringrazio di vero cuore tutte quelle persone che non mi hanno trattato come un problema da gestire, ma come un dono da valorizzare.

Ricordo con affetto e molta simpatia la festa della comunità in occasione della mia prima messa, il coinvolgimento di tante persone, dai bambini aiLuca miei coetanei fino ai più anziani. Porto ancora nel cuore l’affetto e la stima che ho ricevuto in quell’occasione. Qui al Pozzetto ho costruito delle relazioni e delle amicizie che per me tuttora sono una sorgente di vita e di benessere. Trovo conforto e molta accoglienza. Qui ho trovato amicizia e accompagnamento. Qui ho fatto esperienza della fatica e della bellezza di fare comunità. Qui ho visto la gioia di essere preti appassionati dentro la comunità. Qui ho incontrato laici maturi, consapevoli e impegnati. Qui ho respirato la passione per il mondo, per le missioni, per l’altro, per il diverso.

L’augurio che faccio a me stesso e a tutti voi, che saldi su queste nostre profonde radici, ci apriamo con fiducia e speranza alle nuove e importanti sfide che questo nostro tempo ci offre. Oggi il mondo è a casa nostra e qui siamo chiamati a costruire proposte e progetti di integrazione, di accoglienza e scambio. L’incontro con il diverso anche se non sempre facile, è ricchezza, è condivisione, è opportunità. Il Signore non mi chiede cose straordinarie ma semplicemente di imparare a spogliarmi di tanti pesi inutili e camminare lentamente insieme con chi fa più fatica ed è più lento nel cammino. Il sacerdote è chiamato a favorire la comunione dentro la comunità cristiana e il territorio in cui vive.

Ringrazio tutti voi per avermi dato questa opportunità di condivisione e amicizia. Il Signore Dio della Vita, benedica ogni nostro passo e cammino.

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