Brotto P. Romeo

Pubblicato giorno 5 febbraio 2021 - Missioni, Vocazione

P. RomeoNato nel 1946 da Brotto Alfonso e Simioni Dorina, Partecipa ad una giornata vocazionale presso i missionari saveriani di Vicenza: “mi colpì la barca che c’era nel canale e la casa in generale: salpare attraverso i mari per… E con questa visione fantastica iniziò la preparazione del corredo richiesto per fare il mio ingresso nella casa apostolica dei missionari saveriani di Vicenza.

Col passare degli anni le motivazioni e l’entusiasmo iniziali cambiarono per altre più realiste. Il gruppo dei coetanei, le conferenze dei padri che tornavano dalle missioni, la lettura delle riviste e libri missionari dell’epoca scaldavano bene la mente e il cuore ed aumentavano in me il desiderio di realizzare il progetto missionario. Lo spirito di corpo e la collaborazione di gruppo sia durante gli anni di studio come di attività di animazione durante le vacanze mi forgiarono uno stile di vita che delinearono la mia spiritualità quotidiana. Arrivammo così alla professione perpetua e al diaconato nel 1972 e il sacerdozio nel 1973.

Partii nel 1975 per il Brasile Sud, fui destinato ad una parrocchia dove stava lavorando P. Alberto Pierobon di Ca’ Onorai. Sono rimasto solo con i problemi della lingua a reggere la parrocchia aiutato e orientato da un confratello di una parrocchia confinante distante 30 Km. L’entusiasmo giovanile e l’amicizia facile con la gente non mi hanno fatto pesare la situazione. Non ci siamo scoraggiati quando è ritornato il P. Alberto che, scomparso, è stato ritrovato da un cacciatore dopo 40 giorni già in stato di decomposizione in una collinetta vicino a Curitibe. Circolava notizia che ero sotto tiro anch’io e così si offrirono di accompagnarmi nelle varie trasferte per il ministero.

Dopo un breve soggiorno nei seminari siamo ritornati nella pastorale diretta in quel di Minas Gerais nella regione dell’acciaio nella diocesi di Itabira-Coronel Fabriciano. Vi rimanemmo per 16 anni avendo a cuore oltre che la formazione permanente anche all’attenzione alla creazione di nuove comunità (per voi parrocchie!) vista la forte migrazione dai campi alle città.

La parrocchia era unica ma comprensiva di varie comunità che gestivano le proprie necessità pastorali integrandosi al sentire comune della parrocchia. Anche se con laP. Romeo Brotto dovuta autonomia c’era comunione tra loro e corresponsabilità nell’esercizio dei vari compiti-servizi necessari nelle loro comunità. In questi anni abbiamo imparato cos’è l’ecclesialità di comunione valorizzandoci come battezzati nelle varie necessità comunitarie e parrocchiali, invitandoci a donarci con gioia e a fare insieme comunità.

Eravamo tre padri per 24 comunità (qui parrocchie). Arrivò il giorno di lasciare quella terra dove avevamo dato il meglio di noi stessi e ritornammo nel Paranà, 1350 Km. Più a sud. È duro “ricominciare” ma accettammo e dopo 5 anni in questa nuova area di periferia ho lasciato il Brasile e sono ritornato in Italia. Qui siamo chiamati per ricordare ai cristiani che la missionarietà è compito di tutti i battezzati e che la responsabilità di tutte le chiese è per la chiesa universale e non solo per quella in cui si vive.

Ringrazio il Signore di tutta questa mia storia vissuta e condivisa con tante persone animate dallo Spirito del Signore per dilatare ovunque il suo Regno. Che Dio le benedica.”

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