Bordignon P. Franco

Pubblicato giorno 5 febbraio 2021 - Missioni, Vocazione

FrancoNasce domenica 12 ottobre 1941 da Bordignon Ottorino e Agnese Fabris. Attirato dall’ideale missionario – esempi del Padre Alberton Antonio e Francesco Bizzotto, e soprattutto dalle cure della benemerita Signorina Rina Parolin, la grande missionaria di Cittadella – frequenta la scuola apostolica dei Missionari saveriani a Vicenza nel 1953 assieme a Milani Vasco, Mario Diotto e Camillo Didoné (tutti oggi missionari saveriani)

Ginnasio nella scuola apostolica dei Missionari Saveriani a Zelarino (VE) nel 1956; noviziato a San Pietro in Vincoli (Ravenna) nel 1958; professione nel 1959 e dopo la teologia viene ordinato sacerdote a Parma 13 ottobre 1969.

Parte per il Congo (allora Zaire) il 04-09-1972 Prima Missione: Mwenga zona montagnosa di foresta in mezzo alla tribù dei Warega. Periodo molto fecondo di apostolato, conoscenza degli usi e costumi, cultura, mentalità, problemi socio politici, difficoltà causate dal regime dittatoriale. Nel 1975 è destinato alla missione di Kadutu (Bukavu): la più grande periferia della città. Lavora assieme ai sacerdoti congolesi. Si occupa principalmente della catechesi: bambini, giovani, adulti, catecumeni. Le scuole erano state nazionalizzate, le feste religiose abolite compreso il Natale, i gruppi di azione cattolica ecc banditi: il mondo della catechesi doveva ricostituirsi da zero al di fuori delle strutture precedenti. Nell’ottobre 1978 è inviato nella periferia più alta della città di Bukavu a CIMPUNDA 1.600 mt. La zona più povera di tutta la città. Vi rimane per 14 anni. fino alla fine del 1992.

È Coordinatore dal 1986 al 2001 di un organismo di sviluppo locale (Comité Anti Bwaki) che si occupa delle zone rurali con progetti di sviluppo in favore delle donne, dei contadini con cooperative, culture nuove, acquedotti, sorgenti, allevamento di grosso bestiame importato dal Kenya, piccoli allevamenti a livello domestico, formazione e organizzazione in cooperative, rimboschimento, programmi agri pastorali. Un milione d’alberi sono piantati ogni anno per oltre dieci anni. Nel 1992 lascia Cimpunda. È destinato alla Casa saveriana di Panzi come coordinatore del centro di animazione. Con l’arrivo dei profughi del Ruanda la casa è adibita a Noviziato.

SeFranco 2ttembre 1996: inizia la prima guerra detta di “Liberazione” meglio conosciuta come la guerra per l’occupazione delle miniere. Organizza l’evacuazione su Kampala di quante suore e missionari stranieri e locali non se la sentono di rimanere in mezzo ai bombardamenti. Bukavu è occupata il 29 ottobre 1996, l’arcivescovo Monsignor Munzihirwa Christophe assassinato, circa 3.500 civili uccisi nel giro di alcune ore quando le truppe ruandesi, burundesi e ugandesi sono entrate in città.

Con la ripresa della guerra nell’agosto 1998 in collaborazione con il Vescovo di Bukavu Monsignor Kataliko –poi esiliato – e assieme ad alcuni esponenti della Società Civile mette in piedi tutta una rete di resistenza pacifica che impedisce al Ruanda l’occupazione morale della Regione del sud Kivu. Parte della resistenza pacifica si trasforma poi in resistenza armata Cercato a morte nel luglio 1999 deve fuggire. Rimane nascosto per un periodo e poi in Italia per un paio di mesi.

Ritornato in Congo: come rappresaglia, il regime ribelle distrugge la maggior parte delle opere messe in piedi con la gente nelle zone rurali. Sono gli anni duri della guerra: chi alza la testa èIkungu decapitato oppure toccato nei suoi beni o familiari. La Chiesa ha pagato cara la sua testimonianza alla verità, alla giustizia e alla libertà: opere distrutte, laici impegnati uccisi o esiliati, sacerdoti locali uccisi o perseguitati o obbligati a esiliare per avere la vita salva….

Nel 2003 è nominato parroco dell’ultima missione Mater Dei, nata durante gli anni di guerra, questa Missione diventa in tutta la città di Bukavu il cuore dell’animazione spirituale e civile per la costituzione di una nuova società fondata su principi e valori evangelici. Non mancano rappresaglie, minacce…Ma la bufera passa e la pace ritorna. Dal 2007 la missione ricca di un laicato preparato è rimessa nelle mani del clero locale.

In attesa di una nuova destinazione di lavoro missionario fra gli strati sociali della nuova società congolese si occupa dell’amministrazione della regione saveriana in Congo e collabora nei vari settori di Giustizia e Pace della diocesi.

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