Bizzotto; Don Luigi, P. Francesco, Sr. Giovanna

Pubblicato giorno 5 febbraio 2021 - Missioni, Vocazione

D. Luigi Bizzotto1Bizzotto D. Luigi è nato a Cittadella il 10 ottobre del 1923.

Compiuti gli studi nei seminari Diocesani, ha ricevuto l’ordinazione Sacerdotale il 4 luglio 1948.

Ha svolto come cooperatore il suo ministero nelle parrocchie di San Benedetto (Padova), Ponte di Brenta, Voltabarozzo (contraddistinto da un particolare impegno in mezzo alla gioventù e da una effusa carità verso il vecchio parroco Mons. Silvio Lovo) e Castelbaldo. Parroco ad Ospedaletto Euganeo dal 1966 al 1974, in questi otto anni ha speso le «energie per il bene spirituale della parrocchia, dove ha lasciato ricordo di grande bontà.

II 29 settembre 1974 entrò nella Parrocchia di S. Cosma di Monselice e così si presentava il novello parroco:

“Carissimi fedeli di San Cosma, sono contento di venire in mezzo a voi perché così ha disposto il Signore. Sono contento perché ho sentito che siete una comunità che ha tanta fede, che frequenta la Parrocchia, che manda i figli a Dottrina Cristiana, che tiene i giovani vicino al sacerdote. Sono contento perché so che siete come una famiglia, tutti uniti, compatti con il vostro pastore. Non vengo per far carriera, non vengo per arricchirmi, perché sono di famiglia povera e voglio restare povero, non vengo per comandare ma per servire, per essere a vostra disposizione. Vengo come fratello in mezzo ai fratelli per donarmi, ma anche per arricchirmi spiritualmente, perché ogni giorno sarà una nuova esperienza pastorale che faccio, ricca d’incontri in cui realizzo il mio sacerdozio.

Il nuovo parroco Don Luigi Bizzotto”

Don Luigi ha lasciato a tutti coloro che l’hanno conosciuto un grande insegnamento: il regno di Dio si costruisce con la fedeltà al proprio dovere quotidiano, nell’umiltà e con la continua offerta di sé stessi per il bene dei fratelli.

Testamento Spiritualer


Sr. Giovanna BizzottoBizzotto P. Francesco

Francesco era nato a Cittadella il 6 luglio 1928 ed entrò nella Casa di Vicenza il 29 settembre 1940. Dopo le scuole medie – allora si chiamavano ginnasio inferiore – era passato a Grumone per il ginnasio superiore. Si era nel 1943 in piena guerra mondiale.

Ricorda il P. Mario Ricco, suo compagno di scuola: “Bizzotto lo incontrai a Grumone, all’inizio della quarta classe ginnasiale. Un figliolone biondo, robusto e timido; le poche volte che abbozzava un sorriso rivelava un’anima di fanciullo. Parlava poco. Gli piaceva piuttosto ascoltare quello che dicevamo noi, suoi compagni, di certo più ciarlieri e vivaci, e anche un po’ scavezzacollo. Nonostante il suo forte impegno nello studio egli trovò enormi difficoltà a scuola tanto che alla fine del ginnasio fu consigliato a ritirarsi e tornare a casa. Egli però desiderava veramente farsi missionario ed allora – più per consolarlo che per incoraggiarlo – gli fu detto che se avesse superato gli esami pubblici di quinta ginnasiale sarebbe stato ammesso al noviziato. Per lui, più che una prova, quella fu una sfida e – sia detto francamente – per i suoi insegnanti fu una sorpresa il fatto che egli sia riuscito a superare quegli esami.

Come gli era stato promesso, fu regolarmente ammesso al noviziato concluso con la Professione religiosa. Il 3 ottobre del 1954 Francesco fu ordinato sacerdote e il 20 ottobre del 1955 partì per l’Indonesia.

Animato da zelo e da grande spirito di sacrificio, si dedicò non solo al piccolo gregge ma in modo particolare alla assidua cura dei lebbrosi. L’efficacia del suo apostolato tra i lebbrosi viene così sottolineata dal P. Laurenzi: “Io che lo sostituii, rimasi profondamente impressionato dalla formazione cristiana che aveva trasmesso ai lebbrosi, nonostante le difficoltà della lingua (cinese-Ho-Kien)”.

Nel 1958 il P. Francesco fu nominato parroco di Pekanbaru ed ebbe come collaboratori i PP. Morini e Laurenzi. Ricorda quest’ultimo: “P. Bizzotto col suo robusto fisico resisteva bene a tanta fatica. Parlava poco ma lavorava moltissimo. Era sempre fedele alla preghiera. Correva dappertutto dove poteva fare un po’ di bene. Era instancabile nell’insegnare il catechismo, anche a persone singole. Sapeva che il Signore arrivava a quelle anime attraverso di lui e ce la metteva tutta, anche andando casa per casa. Vedeva lontano. Prevedeva che la Chiesa sarebbe cresciuta e sì dava da fare per costruire scuole, comperare terra, realizzare cappelle”.

Nel 1960 fu chiamato a Padang come aiutante in cattedrale, Mons. Bergamin, Vescovo di Padang, gli aveva procurato un fuoristrada, una macchinetta tanto buffa che tutti la chiamavano ‘Il Rospo’,P. Francesco Bizzotto1 ma P. Bizzotto era orgoglioso di farla saltellare per il suo nuovo campo di lavoro: campo molto vasto. Morini conferma: “Si dedicò alle piccole comunità sparse attorno alla città, col Rospo o con la Vespa, col bello o col brutto tempo. Era sempre in corsa col suo fedele catechista per far catechismo, aprire varie scuolette per i poveri del Nias o per gli abitanti dei bassifondi e della periferia della cittadina”.

Egli stesso poi scrivendo al Superiore Generale diceva: ” Qui il mio lavoro continua fra i miei poveri, pieno di disillusioni e sacrifici, ma anche spesso di soddisfazioni soprattutto quando si riesce a portare alla fede di Cristo gente che ancora non lo conosceva”.

Nel maggio del 1980 ritorna in Italia, doveva essere solo un’assenza, invece fu l’inizio del suo declino. Un ictus gli aveva paralizzato la parte sinistra del corpo. Cominciò da allora il suo lungo calvario. Fu curato con amore a Cittadella ed a Parma, ma senza risultati apprezzabili. Davanti alla loro scarsità egli non si diede per vinto e non rinunciò per nessun motivo all’idea di tornare in Indonesia.

Quel suo desiderio di tornare in Indonesia fu accolto e così negli ultimi mesi del 1981 ripartì per l’Indonesia. Scrive P. Carminati: “Nella malattia era ammirevole il coraggio costante con cui cercava di superarla o almeno di fermarla: non lasciò nulla di intentato e non smise mai di fare esercizi per impedire al male di avanzare. Lo stesso coraggio e ferrea volontà egli mostrò nel voler fare apostolato, nonostante il proibitivo stato di salute, al ritorno dalle ultime vacanze fino a quando altri disturbi gli resero impossibile qualsiasi attività… “

Ora il P. Francesco Bizzotto è sepolto nel cimitero della Biara di Padang in quell’Indonesia che gli era stata sempre così cara”.


Bizzotto Sr. Giovanna

 File00Sr. Giovanna Bizzotto 2Sr. Giovanna Bizzotto professione religiosa nel 1938

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